Dove andare in Sardegna a settembre? La risposta dipende più dal tipo di viaggio che dalla ricerca di una singola località. Il mese permette ancora di puntare sul mare, ma offre anche condizioni interessanti per visitare città, siti archeologici, borghi e territori dell’interno. Nel 2026, inoltre, settembre è accompagnato da un calendario che comprende appuntamenti culturali ad Alghero e, a fine mese, la nuova edizione di Noi Camminiamo in Sardegna. Il modo migliore per organizzarsi è scegliere una zona dell’isola e costruire il viaggio attorno a quella, evitando di trascorrere la vacanza in auto.
Il mare può essere ancora pienamente estivo, ma settembre non garantisce sole e acqua piatta ogni giorno. Maestrale e altri venti possono cambiare rapidamente le condizioni tra una costa e l’altra. Proprio per questo una destinazione con spiagge, paesi e alternative culturali permette di sfruttare meglio il viaggio.
Alghero e il nord-ovest: mare, centro storico ed eventi
Alghero è una delle scelte più complete per settembre. Il centro storico e i bastioni permettono di alternare la spiaggia alle passeggiate, mentre verso Fertilia e Porto Conte si trovano diverse possibilità per il mare. Capo Caccia aggiunge un paesaggio di falesie e una delle escursioni più conosciute del territorio.
Nel settembre 2026 la città offre anche un motivo in più per fermarsi. Il calendario ufficiale di Alghero Turismo comprende il Sant Miquel Festival, con appuntamenti dall’11 al 19 settembre legati anche alla cultura catalana della città. La rassegna Morning Ragas, con concerti all’alba al Colle Balaguer, prosegue invece fino al 20 settembre.
Da Alghero si può inoltre dedicare una giornata alla strada costiera verso Bosa, senza necessariamente cambiare alloggio. È una soluzione adatta a chi vuole combinare mare, cultura e piccoli spostamenti.
Gallura e Costa Smeralda: spiagge e paesaggi granitici
Chi cerca soprattutto acqua trasparente e piccole baie può scegliere la Gallura. La Costa Smeralda, Porto Cervo, Capriccioli e le spiagge intorno a Cala di Volpe restano mete molto conosciute, ma settembre permette di affiancare al mare anche l’interno di Arzachena e i suoi siti archeologici.
La zona è indicata anche per chi vuole spostarsi verso Palau, Santa Teresa Gallura o l’arcipelago di La Maddalena, sempre verificando condizioni del mare e servizi disponibili. In caso di vento forte, avere un’auto consente di cercare baie più protette invece di restare legati a una sola spiaggia.
Golfo di Orosei: per chi vuole cale e trekking
La costa orientale tra Dorgali e Baunei è una scelta adatta a chi vuole unire mare e attività all’aperto. Il Golfo di Orosei ospita cale raggiungibili via mare e, in alcuni casi, attraverso percorsi a piedi. Cala Goloritzè è l’esempio più famoso, ma richiede un’escursione vera e propria, con prenotazione e preparazione adeguata.
A settembre le temperature possono essere più favorevoli rispetto al pieno dell’estate, ma il caldo non va sottovalutato. Per trekking e sentieri servono acqua, scarpe adatte e una verifica delle condizioni del percorso. Anche le escursioni in barca dipendono dal mare e gli orari dei servizi possono cambiare nel corso del mese.
Sinis e Oristanese: archeologia e spiagge aperte
Per un viaggio meno concentrato sulle località più mondane, la penisola del Sinis è una delle alternative più interessanti. L’area di Cabras permette di combinare le spiagge della costa occidentale con il sito archeologico di Tharros e altri luoghi legati alla storia antica della Sardegna.
Mari Ermi e gli altri arenili del Sinis offrono paesaggi molto diversi dalle cale granitiche della Gallura. È però una costa esposta al maestrale: quando il vento aumenta, la giornata può essere dedicata all’archeologia, ai musei e ai paesi dell’Oristanese.
Chia, Teulada e il sud: mare fino a fine estate
Chi preferisce il sud può costruire la vacanza tra Chia, Teulada e Cagliari. Le spiagge occupano naturalmente una parte importante del viaggio, ma la presenza del capoluogo permette di avere un’alternativa urbana per musei, quartieri storici e passeggiate quando il tempo non invita a restare tutto il giorno al mare.
Per le spiagge più richieste è sempre opportuno verificare eventuali sistemi di accesso, prenotazioni e disponibilità dei parcheggi. Settembre riduce la pressione di agosto, ma non significa automaticamente trovare ogni località senza regole o limiti.
Barbagia: settembre per scoprire l’interno
Se il mare non è l’unico obiettivo, settembre è anche il momento in cui i paesi dell’interno tornano protagonisti. La Barbagia permette di costruire un viaggio tra archeologia, paesaggi montani, artigianato e cucina locale, seguendo anche gli appuntamenti stagionali nei diversi centri.
È una buona scelta soprattutto per chi ha già visto le coste più famose e vuole conoscere una Sardegna diversa. Un itinerario può combinare uno o due paesi con un tratto costiero, evitando però trasferimenti quotidiani troppo lunghi.
A fine settembre, spazio ai cammini
Dal 30 settembre al 4 ottobre 2026 torna Noi Camminiamo in Sardegna, iniziativa regionale dedicata al turismo lento. La quinta edizione coinvolge oltre 500 partecipanti, 17 itinerari e più di 70 comuni, con percorsi distribuiti lungo gli otto cammini regionali e nei territori delle destinazioni di pellegrinaggio.
Per chi ama viaggiare a piedi, la fine di settembre può quindi diventare l’occasione per conoscere l’isola attraverso itinerari che attraversano territori minerari, coste, santuari e paesi dell’interno. L’evento non significa che ogni percorso sia liberamente fruibile senza organizzazione: prima di partire bisogna verificare tappe, iscrizioni, servizi e condizioni del singolo cammino.
Quale zona scegliere?
Per una prima vacanza di una settimana, Alghero e il nord-ovest sono una scelta equilibrata tra mare e cultura. Gallura e Costa Smeralda funzionano bene per chi mette le spiagge al primo posto. Il Golfo di Orosei è più indicato per chi vuole aggiungere escursioni e attività outdoor, mentre Sinis e Oristanese offrono un buon equilibrio tra archeologia e costa. Il sud permette di unire spiagge e Cagliari; la Barbagia è invece la scelta per chi vuole spostare il baricentro del viaggio verso l’interno.
La soluzione meno efficace è provare a vedere tutto insieme. In sette giorni è meglio scegliere una o due aree vicine e lasciare spazio agli imprevisti del meteo. Settembre premia proprio questo tipo di viaggio: una giornata può essere dedicata al mare, quella successiva a un borgo o a un sito archeologico, seguendo il vento e il ritmo di una Sardegna che comincia a lasciarsi alle spalle l’alta stagione.